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Tecnica Graston

Il fondamento logico della Graston Technique (GT) è lo stesso di altre tecniche utilizzate per la mobilizzazione dei tessuti molli.
La differenza è che l’approccio con GT permette il raggiungimento di obiettivi in minor tempo.
La GT rappresenta un progresso nella mobilizzazione dei tessuti molli, aiuta a localizzare la disfunzione del tessuto ed isolare il trattamento della lesione.
La tecnica deve essere accompagnata da un programma di stretching e rinforzo dei tessuti selezionati per aiutare un corretto allineamento delle fibre.

TESSUTI E PATOLOGIE TRATTATE CON GRASTON TECHNIQUE:

Tendinosi:
Tendinosi è un termine utilizzato per indicare una degenerazione tendinea senza evidenti segni di infiammazione, descritto anche come processo degenerativo avascolare risultato di una mancata guarigione tendinea considerata in un quadro di invecchiamento cellulare o dopo microtraumi ripetuti.

Tendinite:
Quando siamo in presenza di una condizione effettiva di infiammazione dei tendini.

Peritendinite:
Peritendinite o Tenosinovite, quando siamo in presenza di uno stato infiammatorio più diffuso nella guaina del tendine.
Condizione nella quale c’è un afflusso di cellule infiammatorie nei tessuti circostanti ai tendini con essudazione di liquido nella guaina che addensandosi  porta il tendine a perdere le sue proprietà di scorrimento con comparsa di dolore e limitazione funzionale.

Muscolo:
Le lesioni muscolari che possono trarre beneficio dall’applicazione della Graston Technique vanno dalla semplice contrattura a lesioni più articolate quali strappi, stiramenti e calcificazioni.

Fascia:
Sulla base dei principi generali di mobilizzazione dei tessuti molli, la Graston Technique promuove la mobilità fasciale. Gli strumenti Graston Technique vengono utilizzati per mobilizzare lo strato superficiale fasciale per arrivare successivamente allo strato più profondo.